i Giovani con i Padri Somaschi     

 

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Il Foglio di Collegamento della "Comunità Giovanile" Torino. 2

Speciale "Incontroluce"


Siamo nell'ottobre 1994. Nella comunità giovanile di Villa Speranza nasce qualcosa di nuovo e speciale. Dopo 2 anni di cammino si "prende il largo" iniziando una serie di serate aperte a tutti nelle sale e teatri di Torino. La sua struttura: un tema come filo conduttore su cui intrecciare canzoni, mimi, esperienze per proporre a chi è lontano dall'ambiente ecclesiale una vita rinnovata nel Vangelo. E' un fervere di iniziative: gruppi di canto, strumentale, mimo, scenografia, tecnici e manovali che lavorano per irradiare oltre la comunità l'esperienza vissuta insieme. 
Questo salto di qualità lo si vede anche sul foglio di collegamento che diventa cassa di risonanza e aggiornamento delle esperienze vissute da ciascuno nel mettere la propria parte perché i partecipanti alle serate potessero cogliere la luce dell'amore di Dio. E' per questo che si è scelto questo strano nome: "incontroluce". A significare che voleva essere un'incontro di luce ma anche esprimere il logo dell'iniziativa: un prisma che messo in controluce irradia i colori dell'iride così come il cristiano incarna nei vari aspetti della vita lo stesso amore ricevuto dall'incontro con Cristo.
Ecco alcune esperienze ed impressioni riportate nei "Collegamento" del 1995.

 

SPECIALE INCONTROLUCE (marzo 1995)                                          (Vai a fotogallery)

Sabato 4 febbraio si è svolto il secondo INCONTROLUCE. Si è parlato dei nostri limiti, che se non sono posti al centro della nostra esistenza possono diventare addirittura occasione e trampolino di lancio ne rapporti con gli altri.
Si è respirato un clima di gioia ed armonia che ha coinvolto molti e che è stato preparato proprio da chi in prima persona ha fatto l'esperienza di non badare troppo a sé, alle difficoltà legate ai limite di ciascuno, e si è buttato ad amare lavorando per la serata.

Per preparare la sala per l'INCONTROLUCE che si sarebbe svolto in serata ci eravamo incontrati presto la mattina, in quella palestra di via Cumiana a Torino Per me l'essere h voleva dire far finalmente qualcosa di concreto per questo appuntamento ed ero perciò molto carico, pronto ad amare e pronto anche a passare sopra a tutto per raggiungere questo fine.
Con Diego c'eravamo incaricati di montare un palchetto di legno da aggiungere a quello già esistente. E si trattava di fare con cura ogni cosa, senza superficialità: dal far combaciare gli spigoli, al fare i buchi con il trapano, al fare combaciare gli assi di sostegno del palchetto.
E' stato bello vedere che tutti quelli che erano lì lavoravano sul serio, in una palpabile atmosfera di amore reciproco. E la sera un'altra bella esperienza l'ho fatta con Patrizia e Mariella nell'accogliere le persone che arrivavano, cercando di amarle fin da subito in modo che fossero a proprio agio.
E lo spettacolo è stato il coronamento di una bella giornata, vissuta attimo per attimo, sicuramente intensa e faticosa ma che mi ha appagato appieno.
Massimo

Sono contenta di questo Incontroluce, perché l’ho "vissuto". Lo scorso mi era sfuggito di mano, tanta era l'emozione, la novità e l'impegno per cantare.
Questa volta sono anche riuscita ad avvicinare qualcuno e parlargli: è stato importante per me che l'altra volta mi ero sentita troppo occupata e imbarazzata per fermarmi con gli altri!
Io ho presentato con Alberto e questo certo mi ha reso piuttosto tesa. Cercavo solo di ricordare che ero lì per Dio e questo mi rassicurava, mi dava la sicurezza che tutto sarebbe andato per il meglio.
E col passare del tempo ho visto l'atmosfera. farsi più intima...
Laura F.

... Ma come hanno vissuto l'incontro i nostri ospiti
E risultato per diversi più bello del primo è piaciuto molto lo stile dinamico della serata, con il coinvolgimento diretto delle persone in sala, altri lo hanno giudicato interessante, utile e ben strutturato e portatore di messaggi chiari e diretti. C'è chi si è stupito nel sentire come soprattutto nelle esperienze si arrivasse subito al sodo anziché usare parole belle e leggere, come quelle che siamo abituati a sentire in giro, facendo arrivare un messaggio d'impatto ma convincente, proprio perché di vita vissuta.
Qualcuno ha respirato un'atmosfera che ha definito "raccolta"...

Mi è piaciuto questo incontro anche se io sono sempre molto scettica.Sono arrivata qui incavolata nera con un amico e mi dicevo: " domani lo scanno  E dopo l'incontro diciamo che domani pazienterò, e non lo scannerò più. (Patrizia)

Da cosa nasce cosa. Secondo me è perfetto questo modo di vivere; questo partire nel piccolo, perché poi di fatto le cose si trasferiscono. Infatti mia sorella ha trasformato anche noi... Noi siamo tre in più qui perché c'è lei che ci ha invitato. E noi a nostro modo cercheremo di portare queste cose dove abitiamo, dove lavoriamo... (Elena)

Non è mancato chi ha giudicato di scarso interesse l'incontro, per cui difficilmente tornerà, ma altri hanno espresso il desiderio di ritornare e di capire cosa c'è veramente a Villa Speranza!

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