i Giovani con i Padri Somaschi     

 

La Bussola

a cura di Michele Marongiu

     

                               Si può fare
 

   
 

Si racconta che san Filippo Neri per evitare di cadere in estasi durante la messa cercasse di distrarsi, prima della celebrazione, leggendo libri frivoli. San Francesco moribondo chiese ad una sua conoscente di cucinargli dei dolcetti che a lui piacevano molto. San Girolamo decise di non correre in aiuto di alcune sue comunità in grave difficoltà. Tre santi, tutti ispirati dall’amore, tre episodi che ci svelano come l’amore possa suggerire anche atteggiamenti insoliti. Mi fanno ricordare una frase letta su un quaderno: "Alla carità tutto è permesso".

Certo, per amore si può fare una rinuncia, ma si può anche mangiare un dolce valorizzando chi ce l’ha offerto. Per amore si può dare un consiglio (se richiesto), ma soprattutto rinunciare a dire "Vedi che avevo ragione" quando chi non ci ha ascoltato ha sbattuto il naso. Amore è aiutare, d’accordo, spesso però è più difficile lasciarsi aiutare. Perché il più grande servizio che possiamo rendere non è di rimpinzare l’altro di cortesie, ma di farlo sentire utile, dargli modo di esprimere le sue potenzialità. Può verificarsi allora un paradosso: per realizzare l’altro colui che ama diventa colui che riceve. Amare, insomma, è anche farsi amare. E’ vero poi che in genere l’amore insegna a chiudere un occhio (anzi tutt’e due) sui difetti altrui, è altrettanto vero però che in certi casi è amore correggere. Occorrono alcuni presupposti: profondità di rapporto, nessun rancore nelle nostre parole, disponibilità ad essere corretti a nostra volta, allora il nostro fratello percepirà che parliamo per il suo bene, perché il suo miglioramento ci sta a cuore.

L’amore, in definitiva, non ha schemi, è creativo, impossibile imprigionarlo in atteggiamenti codificati. Basta seguire la sua voce che continuamente ci parla.