i Giovani con i Padri Somaschi     

 

S. Girolamo

di Felice Beneo

L'eredità di Girolamo

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PRESENTAZIONE

“Se la Compagnia starà con Cristo
si otterrà l’intento,
altrimenti tutto è perduto”

Sono parole che san Girolamo scriveva ai suoi primi discepoli. Si ha l’impressione di un “aut aut”. Noi diremo che sono parole “programmatiche”.

Per capirne il profondo significato, una premessa sembra opportuna.

“Carisma”: è una parola che ritorna oggi di frequente anche nei documenti ecclesiali. Anche voi certamente conoscete diverse Congregazioni religiose. Viene da chiedersi come mai una tale varietà. Ebbene, essa si spiega con la diversità dei carismi dei Fondatori.

Il carisma è un'esperienza dello Spirito, da essi trasmessa ai discepoli per essere da questi vissuta, custodita, approfondita e costantemente sviluppata in sintonia con il Corpo Mistico di Cristo in perenne crescita. Per questo la Chiesa difende e sostiene 1'indole propria dei vari Istituti Religiosi.

Anche il carisma somasco è, dunque, l'esperienza dello Spirito vissuta da S. Girolamo. Come avvicinare questa esperienza?

Uno dei modi è lo studio degli scritti del Santo. A noi sono pervenute solo sei lettere e una preghiera da lui composta. Quando Girolamo scrive ai suoi primi discepoli, ha la consapevolezza di essere sotto l'azione dello Spirito del Signore, di essere un suo strumento e, quindi di dover lasciarsi guidare da Lui:

"Vedano ora chiaramente ciò che, anche nella mia assenza mi fa dire il Signore. Essi sanno se il Signore me lo fa dire. Se io non dico il vero divento succube del padre della menzogna... Essi sanno che io dico il vero: perché non 1o ricevono come da Dio? E se Dio mostra loro per questo mezzo che egli li vede, perché non temono Dio?" (VI lett.).

Di qui la necessità di studiare con passione questi pochi scritti di Girolamo. Sono per noi come un campo in cui sono nascoste delle perle che vanno portate alla luce; esse ci introdurranno sempre più nell'esperienza dello Spirito vissuta da Girolamo e a noi trasmessa perché ne fossimo  partecipi.

Una di queste perle la troviamo nella I lettera:

"Circa la mia assenza sappiate che io mai vi abbandono con quelle orazioncine che io so; e, benché io non sia nella battaglia con voi  nel campo, io sento lo strepito e alzo nell'orazione le braccia quanto posso. Ma la verità è che io sono niente. E credete certo che la mia assenza è necessaria: le ragioni sono infinite, ma se la Compagnia starà con Cristo si otterrà l'intento, altrimenti tutto è perduto".

Anche ad una prima lettura colpisce la forza di queste ultime parole, lo stile profetico.

Non sono una semplice esortazione, ma parole programmatiche, che provengono dal cuore di chi ha fatto una esperienza e ora la deve trasmettere ad altri; indicano una via , sicura per raggiungere un determinato intento. Dette dal Fondatore e dirette alla nascente Compagnia dei Servi dei Poveri, quelle parole gettano luce sul carisma che lo Spirito Santo ha donato alla Chiesa per mezzo di S. Girolamo.