i Giovani con i Padri Somaschi     

 

Fonti Somasche

   
COSTITUZIONI 
CHE SI OSSERVANO DALLA CONGREGAZIONE DI SOMASCA DEDICATA AL MINISTERO DEGLI ORFANI NELLE CITTA' DI LOMBARDIA

 
 
 
 

Introduzione

San Girolamo muore senza aver avuto il tempo di dare forma giuridica alla sua “Compagnia dei Servi dei poveri”. I suoi compagni però, volendo proseguire l’opera del loro “caro e tanto amato padre” sperimentano sul vivo un’organizzazione che dia loro continuità nel tempo. In questo tentativo ci furono diverse redazioni di costituzioni. Vi proponiamo lo stralcio iniziale delle prime, datate probabilmente 1555.
Sono passati solo 18 anni dalla morte del fondatore e nella descrizione che viene fatta nelle righe che leggerete si sente la vivacità e la novità che quest’uomo ha portato nel suo tempo. Vi suggeriamo una lettura attenta del paragrafo 7: nella mente dei compagni di Girolamo è rimasto impresso lo scopo che lui volle dare alla sua opera e che aprendo il suo animo volle loro comunicare.

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1 Nel nome della Santissima Trinità, Padre, Figliolo e Spirito Santo e della gloriosa Vergine Maria.

ORIGINE E VITA DEL FONDATORE  DELLA CONGREGAZIONE.

2 Della Chiesa si dice che ha i suoi fondamenti nei monti santi, cioè negli apostoli e profeti. Essendo questa Congregazione una Chiesa particolare, è necessario mostrare anche di essa i  fondamenti, che sono stati risplendenti  di santità e perfezione di vita.

3 Questa Congregazione, dedicata al ministero degli orfani, ebbe origine nell'anno del Signore 1531 in Bergamo per la felice memoria di Girolamo Emiliani gentiluomo veneziano. Egli, da giovane si era dato alla vita del mondo e ai suoi piaceri, ma convertito a Dio , avendo per padre spirituale il reverendissimo vescovo di Chieti, si infuocò talmente nell'amore di Dio che, lasciato il mondo, si pose al servizio dei poveri miserabili, vestendosi nel modo più povero. E per molto tempo fece questo esercizio di umiltà nella sua città di Venezia.

4 Poi, crescendo in lui il fuoco dello spirito, obbedendo al suo padre spirituale partì dalla sua città. Incitato dallo Spirito  del Signore, desiderando di fare qualcosa che piacesse a Dio, venne a Bergamo, dove, raccolti molti orfani abbandonati e miserabili, pieni di tigna e di rogna e di altre miserie, gli venne affidato l'ospedale della Maddalena; e qui con grande carità si esercitava nel pulire e purificare questi bimbi e ragazzi dalla miseria del corpo e con i santi insegnamenti dalla miseria dello spirito. Per questo, come una lampada posta sul candeliere, mandò fuori tanta luce di buon esempio, che radunò molti a correre dietro all'odore delle sue virtù e ad accompagnarsi a lui. Tra questi furono i reverendi sacerdoti don Agostino Barili di Bergamo e don Alessandro di Besozzo e inoltre alcuni buoni e molto religiosi laici.

5 Non soddisfatto di fare questa buona opera di carità solo a Bergamo, essendo moltiplicati gli orfani,  questo sant'uomo cominciò a dilatare la sua azione e andò prima a Somasca, poi a Como e successivamente con una buona compagnia a Milano. Qui dopo molta sofferenza, sia per malattie e necessità materiali, sia per molte derisioni e umiliazioni, a volte vere e proprie persecuzioni, finalmente gli fu concessa dimora per i ragazzi che raccoglieva in una proprietà dell'ospedale maggiore detta San Martino. Stabilita qui l'opera ed avendola avviata, accettò nella sua Compagnia monsignor Federico Panigarola, protonotario apostolico, e insieme a Angel Marco dei conti di Gambarana, che divenne poi sacerdote.

6 Il servo di Dio, lasciato un suo sostituto in quest'opera, invitato da Bartolomeo Borello, ritornò con alcuni a Somasca, un villaggio sul confine di Venezia e Milano.  Qui, non essendovi altro modo per vivere, andava con i suoi cari poveri a lavorare nei campi, facendo una vita molto stretta e faticosa; e per attirare tutti sulla buona via, si faceva il più umile e il più disprezzabile di tutti, osservando lui, nobile e vecchio uomo, la regola del più piccolo orfanello imitando il benigno Gesù. Per tale profonda umiltà e carità con passione di spirito, come sprigionasse fragrante odore di virtù, attirava a sé da diverse parti animi disponibili. Oltre ai già citati, altri due giovani di Pavia: il primo Marco di rara cultura, il quale è vissuto sacerdote con grande passione e santità di vita; il secondo fu Vincenzo dei conti di Gambarana, il quale in realtà non è stato di minor cultura e santità di Marco, amatore di povertà. Dopo si convertì Leone Carpani della pieve di Incino, il quale si dedicò al servizio di Dio, seguendo questo santo uomo nelle opere di carità. Molti altri sacerdoti e laici impegnati si accostarono a questa santa Compagnia, alcuni dei quali vivono ancora in essa con grande esemplarità.

 

7 Radunati a Somasca questi servi del Signore, il santo uomo Girolamo manifestò loro il suo animo, che era di portar  frutto   nel   mondo  non solamente  istituendo  queste congregazioni di orfani e avendo cura di toglierli dalle miserie materiali e spirituali, ma facendo allo stesso fine delle congregazioni di laici, ai quali, con il servizio e l'esercizio circa le cose pratiche di queste opere, fossero amministrate cose spirituali dai sacerdoti della Compagnia e tutti insieme acquistassero la grazia e la gloria di Dio.

8 Dopo che questo santo uomo ebbe riunite insieme queste compagnie e fatte alcune congregazioni di orfani in Bergamo, Somasca, Como, Milano, Brescia, Pavia, visse in somma astinenza e grande povertà con viva fede, a tal punto che per questa fede faceva cose miracolose.

9 Essendo stato chiamato a Roma dal Cardinale di Chieti per portarvi l'opera del Signore che si era sviluppata attorno a lui, riunì insieme quei fratelli che in quel momento si trovavano a Somasca e, fatta come era sua abitudine l'orazione,  manifestò loro di essere chiamato a Roma e al cielo e disse: Fratelli, penso che andrò a Cristo. E quasi subito ammalatosi di peste, in pochissimi giorni arrivò al termine della vita dando grande esempio di santità. E  vedendo piangere i suoi figlioli e fratelli, disse: Non piangete, perché io vi sarò d’aiuto più di là che di qua. Così, ricevuti i sacramenti, passò al Signore nel 1537 l'8 febbraio.

10 In quegli stessi giorni passò felicemente all'altra vita frate Tommaso dell'ordine dei Predicatori, il quale si era unito alla compagnia di Girolamo e predicava con grandi frutti alle popolazioni del luogo, favorendo molte pacificazioni e concordie. E dopo molti anni morì un eccellente medico Piemontese, anche lui aggregato alla compagnia di Girolamo. E tutti furono sepolti nella chiesa di San Bartolomeo di Somasca e le loro anime, come crediamo, per le loro buone opere e per la misericordia di Dio sono assise nelle sedi celesti, e da lì pregano per la prosperità e la riuscita di questa Congregazione e per il profitto spirituale delle sue sante opere, e che il Signore si degni di far crescere di numero e di merito a gloria di Dio.