i Giovani con i Padri Somaschi     

 

Fonti Somasche

   
Lettera del Guillermi
 
 
 
 
La lettera è scritta da Mons. Giovanni Battista Guillemmi, canonico della diocesi di Feltre, fu Vicario Generale del Vescovo di Bergamo, negli anni in cui Miani operò in terra lombarda (1532/1537). Il Guillermi fu testimone degli ultimi momenti di Girolamo e li descrive in modo toccante.
Quella di Girolamo non è una morte che s'improvvisa e ci riporta all'essenziale chiamata che Dio ha per ogni uomo.

 
So che avete saputo della morte del nostro Girolamo Miani, Capitano valorosissimo dell'Esercito di Cristo, insieme con altri suoi due compagni. Non vi descrivo dell’agonia e della morte, perché vi farei spezzare il cuore; sembrava che avesse il Paradiso in mano, per la sua sicurezza; faceva diverse esortazioni ai suoi, e sempre con il volto così sereno e sorridente, che innamorava, e inebriava dell'amore di Cristo chiunque lo guardasse. Era così certo di morire, come io ora vi sto scrivendo questa lettera, e diceva di avere messo a posto le sue cose, e di aver fatto i patti suoi con Cristo; non gli fu mai sentito nominare ne Venezia, né i parenti, e d'altro non parlava se non di seguir Cristo. Andò via da qui prima di Natale, ma prima mi venne a trovarmi in Vescovado all'udienza, e mi s'inginocchiò dinanzi, raccomandandomi la fede di Cristo e chiedendomi perdono; e partì poi con un commiato come non dovessimo vederci mai più, e né più l'ho veduto; è morto in Somasca, ove si trovavano molti uomini da bene, di Pavia, Como, e Bergamo.

Oggi si è fatta sua la commemorazione in alcune Chiese della zona, mercoledì si farà il resto: è come se fosse morto il Papa, od il nostro Vescovo. Egli vivendo si era ridotto a tale astinenza, e povertà di vita, che più in basso non poteva andare. Così è piaciuto a Dio: non so se mai morta persona, che più desse dolore.

Il Signor ha spogliato questo gruppo dai suoi più importanti guide; ma io credo, che non l'abbandonerà. Io sto qui ad contemplare una di quelle opere, che Egli sa fare, e con quella sua Sapienza e Onnipotenza infinita. Perdonatemi se sono lungo: è lunedì di carnevale, mi vado così rallegrando con voi. Vi ho detto tutto questo per relazione di Messer Mario nostro, a cui il Signor sia propizio, il quale mori il sette del presente mese.