i Giovani con i Padri Somaschi     

 

Testimonianze

   

Cosa Farebbe Girolamo Oggi?

Gli insospettabili
   
   
   
   
 

 

Da due anni aiuto un insegnante di religione ad animare un gruppo di ragazzi della scuola dove insegna. Sono ragazzi che sono in prevalenza figli di dirigenti, di medici, di professionisti ad alto livello, anche di personalità dello spettacolo. È un ambiente  che fornisce a questi ragazzi ogni genere di ricchezze materiali ma, ho constatato, anche tanta povertà a livello di valori. La famiglia, spesso, non aiuta visto che non di rado è assente o divisa.

Questo nuovo tipo di povertà, mi ha attirato. Mi sembrava di cogliere la sfida di provare a gettare un seme proprio lì.

Non è stato facile perché non sono mai stato un trascinatore di ragazzini, nonostante il mio passato di capo scout. Si è trattato di  mettere a frutto le mie competenze acquisite nell’ambiente scout e di imparare a voler loro bene, cercando di farmi uno come loro, cosa, anche questa, tutta da scoprire.

Per poter trasmettere qualcosa ai ragazzi, c’era una condizione fondamentale: vivere in unità d’intenti e di vita cristiana con il loro professore di religione, in modo che, nonostante le difficoltà individuali, fosse la presenza di Dio fra i cristiani ad accompagnare quei ragazzi. In concreto, partendo dal programma di religione della scuola abbiamo fatto un elenco degli obiettivi e dei valori da passare  volta per volta, o con un gioco creato apposta, o con un gioco di ruolo o attività manuali per sostenere delle missioni.

Quest’ultimo aspetto ha entusiasmato molto i ragazzi, li ha coinvolti molto, anche perché hanno conosciuto il missionario a cui poi vanno i soldi raccolti. E comincia a passare in loro la gioia di fare qualcosa per i poveri, anche se per ora ancora lontani.

Importante è anche la partecipazione ai campi di lavoro con altri gruppi. In queste occasioni, infatti hanno la possibilità di vedere che ci sono molti ragazzi che provano a vivere secondo certi valori e constatano la differenza tra le amicizie fatte lì e quelle del loro ambiente.

Sono ormai 3 gli anni di attività con loro e sebbene i numeri siano piccoli la loro voglia di gruppo non è per niente diminuita, anzi cresce un certo senso di appartenenza. Anzi, si allarga l’esperienza ad un altro gruppetto di più piccoli. Con questi ultimi le situazioni familiari sono anche più complesse, ed è ancora più difficile perché tendono a fare molta confusione e le motivazioni che li spingono a partecipare sono le più varie: divertirsi, saltare il doposcuola, stare insieme. Ma è già un risultato se continuano ad aver voglia di venire: bisogna aver la pazienza di lasciarli crescere accompagnandoli con discrezione.

Ho capito che l’unico modo per trasmettere loro qualcosa è cercare di voler loro bene, di interessarmi a quello che fanno.
                                             R. 

 

Cosa farebbe Girolamo oggi se fosse al nostro posto? E' una domanda che tanti giovani si sono posti e trovando di volta in volta risposte diverse...
Proveremo ad ospitarne alcune nella speranza di poterne stimolare altre nuove innescando un circolo "virtuoso"...
Ecco una nuova
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