i Giovani con i Padri Somaschi     

 

Testimonianze

   

Cosa Farebbe Girolamo Oggi?

Seguite la via del Crocifisso...
   
   
   
   
 

 
E' passato ormai un anno da quei momenti. Il buio di una giovane coppia del Centro giovanile di Villa Speranza, di fronte alla possibilità dell'aborto della loro prima figlia, si è aperto alla luce della risurrezione nella vita della piccola Ilaria. Ripubblichiamo la lettera di ringraziamento che Ettore e Silvana scrissero allora per ringraziare chi stette loro vicino. E ora li ringraziamo noi per averci spiegato con la vita il passaggio centrale del testamento di Girolamo.


A voi tutti che avete pregato e state pregando per noi e per Ilaria un grazie di cuore.
Da subito quanto il 10/3/2000 ci hanno comunicato la necessità di un ricovero urgente per rischio di morte in utero, abbiamo affidato a Dio la nostra famiglia e la piccola, certi che Dio sapeva cosa voleva da noi.
Guardando in alto e facendoci forti del nostro amore, Ettore ed io ci siamo buttati a vivere quest'incredibile avventura. Sapendo di non farcela da soli e volendo condividere questa croce, abbiamo chiesto a p. Enrico di far circolare la voce a tutti, ma proprio tutti, perché si unissero alla nostra preghiere quante più persone possibili. Noi volevamo credere nel miracolo; Dio volendo, poteva salvare questa nostra prima figlia, stava a noi chiedere con fede e crederci veramente.
I medici per due giorni hanno patito con noi la decisione da prendere; ovvero se far nascere prematuramente la piccola e lasciarla in utero con grossi rischi di morte.
Noi non volevamo in nessun modo forzare il disegno di Dio. Come fare una scelta di questo tipo? Questa è stata la situazione più tragica per noi. I medici non erano per nulla possibilisti, temevano grosse malformazioni.

Abbiamo chiesto a Dio dei segni per capire cosa voleva da noi. Poco dopo siamo finalmente riusciti a parlare con il nostro ginecologo, appena rientrato dalle ferie e subito corso in ospedale per noi, il quale ci ha dato almeno più serenità nella scelta.
In me Silvana, risuonavano forti le parole del Vangelo e l'impegno presomi per questa Quaresima: "Chi vuol venire dietro di me prenda la sua croce…".

Questa croce però era veramente pesante, solo il condividerla con voi mi dava un po' di sollievo. E poi proprio la sera prima con Elia ci dicevamo che occorre fidarsi di Dio.
In tutta questa esperienza è sempre stata forte per me la presenza di Gesù Crocifisso. Sentivo che Dio era con noi e soffriva con noi.

Le prime settimane di vita di Ilaria, nata l'undici di marzo alle ore 20,53, di 800 grammi, a 33 settimane di gestazione, sono state un vivere in sospensione perché tutti i suoi esami erano sballati ed anzi appena si allineava un valore si presentava qualche altro problema. Intanto lei continuava a respirare bene e a reagire con grande voglia di vivere. Sono stati giorni di agonia perché mai i medici ci hanno fatto qualche previsione.
Noi però andavamo avanti sapendo che Ilaria era nelle mani del buon Dio, era figlia sua, da Lui era arrivata e a Lui poteva tornare. Dovevamo esser pronti a tutto, anche a vederla come un Angelo in cielo. Ma Dio ha ascoltato la nostra preghiera.
Noi potevamo fare solo la nostra parte: vivere l'attimo presente, mai guardarci indietro a chiedersi "Perché?", e mai guardare avanti preoccupandoci per un domani che ancora non c'è. In questi momenti l'energia è a misura del "solo per oggi".

Così io cercavo di recuperare forze riposando, tiravo il latte, eccetera, e Ettore anche quando era in ospedale, aveva sempre un occhio aperto sul prossimo: così lasciammo un biglietto di auguri per una bimba nata alla mia vicina di letto, ringraziammo l'équipe medica sempre con un bigliettino, e così via.
Sapevamo che tutto questo dolore non era a caso, c'era sicuramente un significato. Noi abbiamo capito che Ilaria ha dato a noi tutti la possibilità di fare un'esperienza di fede, di credere che Dio è vivo ed operante in mezzo a noi.
Come già era successo per il nostro matrimonio è stato come sentire che Ettore ed io eravamo chiamati da Dio a fare questa esperienza, vederlo lì di fronte a noi, voltarmi a scoprire di avere alle nostre spalle un esercito intero che prega per noi.
Abbiamo perso il conto delle persone che si sono unite a noi in preghiera; ci siamo sentiti veramente voluti bene.

E' stato fondamentale da subito capire, ed accettare, che il Disegno di Dio è particolare per ciascuno e che a noi dava una croce diversa e distinta da quella di altri.
A volte avrei voluto cambiare questa croce con altre, ma ho cercato di non lamentarmi troppo con Dio.
Molti sono anche i frutti che questa esperienza ha portato; per esempio tanti piccoli gesti di amore concreto, la testimonianza che è passata a molti, una rete di rapporti che nel dolore si è rafforzata ulteriormente, eccetera.
Possiamo solo tutti insieme rendere grazie a Dio per il dono di Ilaria, che è un po' figlia di tutti.

Silvana, Ettore e Ilaria
 

Cosa farebbe Girolamo oggi se fosse al nostro posto? E' una domanda che tanti giovani si sono posti e trovando di volta in volta risposte diverse...
Proveremo ad ospitarne alcune nella speranza di poterne stimolare altre nuove innescando un circolo "virtuoso"...

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