i Giovani con i Padri Somaschi     

 

Testimonianze

   

Cosa Farebbe Girolamo Oggi?

L'immenso amore di Dio...
   
   
   
 


Quando è avvenuto il mio incontro con Girolamo e la sua spiritualità?
Ero iscritto da circa un anno all'università di geologia, quando ho conosciuto un collega che frequentava i gruppi giovanili dei pp. Somaschi di Elmas (Ca). Capitava che talvolta, dopo lo studio, lo accompagnassi e mi fermassi a messa anche io.
In quel periodo g3iocavo a pallone in una squadra di calcio del campionato di interregionale dove ricevevo un piccolo stipendio. Ero contento della mia vita, cercavo di vivere al meglio i miei impegni dello studio e dello sport, avevo dei buoni amici e l'università mi permetteva di allargarne la cerchia. In famiglia mi sentivo stimato e voluto bene. 
Talvolta però mi capitava di interrogarmi sul senso profondo della vita e su come spenderla al meglio. L'impressione era che, pur facendo tante belle cose, non avessi ancora scelto personalmente per la mia vita. Come Cristiano sentivo il fascino del Vangelo e della figura di Cristo, ma nella pratica mi rendevo conto che non riuscivo a concretizzare tante belle aspirazioni. Intuivo che dovevo fare qualcosa per gli altri, ma non sapevo da dove partire.
Fu allora che partecipai ad una giornata per giovani organizzata dalla comunità dei pp. Somaschi di Elmas. Per la prima volta scoprii che il messaggio cristiano si poteva donare attraverso il linguaggio della danza, del mimo, delle esperienze di vita, ma soprattutto amando e creando un clima di gioia, accoglienza e amicizia. Quel pomeriggio avvertii una sintonia profonda con quei ragazzi che il giorno prima neanche conoscevo.
Qualche giorno dopo tornai alla comunità per parlare con un padre somasco, aprirgli la mia anima e condividere il mio desiderio di vivere un cristianesimo più impegnato. Mi propose di fare del volontariato nella Casa Famiglia che ospitava minori con problemi familiari . Incominciai ad andare inizialmente solo una volta alla settimana, ma dopo breve, quasi ogni giorno, terminato l'allenamento mi recavo da loro perché capivo che potevo dar loro di più. Trascorro il mio tempo condividendo tutto della loro vita: studio, gioco, pasti, semplice stare insieme a chiacchierare. Mille sono le occasioni per amarli e scoprire la loro profonda sofferenza. 
Ogni sera tornando a casa, dopo esser stato da loro, nel cuore sperimento profondissime la gioia e la libertà. Inoltre mi pare di scoprire per la prima volta l'immenso amore che Dio ha per me. Vedo nascere un nuovo rapporto con Lui mai pensato fin'allora e comprendo che Dio e presente e mi accompagna in ogni avvenimento della mia vita. Le difficoltà che ho da affrontare nella vita di tutti i giorni si ridimensionano e trovo di poter vivere diversamente anche fuori dalla comunità. 
In università si trasformano i rapporti con i colleghi e gli insegnanti. Ogni occasione è buona per dare: dal prestare gli appunti all'ascoltare il compagno noioso, dallo studiare con un collega all'ascoltare con attenzione il professore che parla.
Nel mondo del calcio riscopro la gioia di essere altruista nei confronti dei compagni, di accettare con serenità quando vengo messo in panchina, di contribuire a creare un clima disteso che favorisca il lavoro di tutto il gruppo. In campo mi impegno a giocare onestamente, non fare falli inutili e soprattutto stemperare i nervosismi che si creano con gli avversari. In famiglia capisco che posso aiutare di più, magari semplicemente lavando i piatti la sera, quando mi accorgo che mia madre è stanca, tenendo la camera in ordine, pagandomi la benzina della macchina e alcuni vestiti con i soldi del mio stipendio, cercando di essere sereno quando sono con i miei genitori e fratelli.
Comincio a frequentare anche i gruppi giovanili dei pp. Somaschi e contemporaneamente, aiutato da un padre e da una suora, inizio degli incontri per capire se la vita religiosa può essere adatta per me. Sperimento in questo periodo la bellezza di andare a Dio insieme ad altri fratelli e sorelle e non più da solo e di crescere come uomo e come cristiano. Vedo la forza rivoluzionaria del Vangelo vissuto che mi permette di vivere al meglio il quotidiano, superare ogni difficoltà e crescere nel rapporto con Dio. Inoltre rimango affascinato dalla figura di S. Girolamo Emiliani, dalla sua vita, dal suo cammino di conversione, dalle sue opere e dal suo amore per gli ultimi, i piccoli e i poveri. 
Dopo solo un anno di cammino, aiutato anche dalla testimonianza di vita bella dei religiosi somaschi e delle missionarie somasche, decido di rischiare tutto per Dio e di entrare in comunità. Sentivo che se non avessi provo subito forse dopo non avrei più trovato il coraggio.
Sono trascorsi ormai 9 anni dall'inizio di questa avventura. Mai mi sarei aspettato tanta profondità e pienezza di vita unita certo, come ci dice Gesù, a difficoltà e sofferenze, che sono però occasioni per crescere nel rapporto e nella conoscenza di Dio. Girolamo è ancora davanti ai miei occhi come modello da conoscere e amare sempre più per poterlo così imitare nella sua donazione totale a Dio, alla Chiesa e ai fratelli.


Elia

 
Quando l'incontro con Girolamo
diventa totalizzante
e la vita assume una dimensione nuova.

L'esperienza di Elia
ordinato sacerdote
il 26 luglio 2001

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