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Cosa Farebbe Girolamo Oggi?

La Via del Crocifisso - Dio è Amore

   
   
   
 


Quand'è che ho sentito nella mia vita l'amore di Dio?
Devo riconoscere che riguardandola mi accorgo che questo è spesso avvenuto tramite il dolore.
Dolori piccoli e grandi, a volte incomprensibili, in famiglia, nella vita sentimentale, sul lavoro. Dolori che a volte erano il frutto dei miei errori, della mia testardaggine della mia inesperienza. Altri mi capitavano senza che io ne avessi colpa, senza essermeli cercati.
Riguardando la mia vita vedo che l'amore di Dio vi ha operato in modo strano e inaspettato, in maniera sempre concreta e portandomi qualcosa che non avrei mai sperato, molto meglio di come avrei potuto chiederlo.
Finito il biennio della scuola superiore in maniera più che stiracchiata, ho deciso che non era il caso di continuare fino alla quinta lungo una strada che indubbiamente non faceva per me. Mi è stato consigliato un particolare corso professionale. Le materie mi piacevano e così ho cominciato.
Ad un certo punto dell'anno, mentre stavo facendo il campo scuola invernale, ho avuto un incidente ad una gamba che mi ha costretto a letto per parecchio tempo. Troppo per recuperare tutte le lacune che avevo accumulato in soli tre mesi.
Sì, perché la scuola che frequentavo prima non era la migliore per imparare un metodo di studio che invece ora era indispensabile perché oltre all'impegno scolastico prevedeva anche 4 ore di lavoro pomeridiano che sarebbero diventate 6 al mattino il secondo e il terzo anno. Così, dalla direzione mi hanno consigliato di riprovare l'anno successivo.
Come potete immaginare, non ero certo contento di ripetere un anno, lo vedevo un po' come un fallimento, anche perché quelle materie mi piacevano proprio.
Anche stare a letto per quasi più di un mese non è stato particolarmente esaltante. Anzi, è stato particolarmente noioso, perché mi dovevo alzare molto poco e, stare a letto, dopo un po' è parecchio fastidioso: si dorme, si cerca di fare qualcosa, di leggere di suonare la chitarra, ma sostanzialmente dopo un po' che si fa la stessa cosa ci si annoia.
Tutta questa spiacevole situazione, ha però avuto dei risvolti inaspettati.
In quei giorni ci sono state diverse persone che mi hanno aiutato a sentirmi meno solo. E questo è stato il primo dono che ho ricevuto e anche il mezzo attraverso il quale ho potuto sperimentare quell'amore di cui abbiamo parlato.
Ho avuto il modo di riflettere su quali potevano essere gli errori che avevo commesso e che mi impedivano di trarre profitto dallo studio e di elaborare quindi una nuova strategia per l'anno che doveva venire.
Cominciando il nuovo anno ho trovato delle persone con cui, non solo poter studiare, ma con le quali costruire una bella e sincera amicizia.
Riguardando questa parte della mia vita, non posso non riconoscere in questo l'amore di Dio nei miei confronti.
Come non posso non riconoscerlo in tutto il resto della mia vita, anche se accompagnata da un dolore che dura tuttora.
Mio padre soffre di una malattia che per molti anni lo ha portato in ospedale 1 o 2 volte all'anno.
Ho appreso del primo ricovero di mio padre al ritorno del mio primo campo scuola, che avevo fatto in Abruzzo. Al mio ritorno ad aspettarmi, invece che mamma e papà c'era solo la mamma che mi ha detto che papà era ricoverato all'ospedale. Da quel momento, una o due volte all'anno il papà si ricoverava. Per me quella situazione era particolarmente pesante, e sarebbe stato facile reagire in tanti modi, rifugiarmi che so, in uno spinello, e non è che mi siano mancate le occasioni ma c'era Qualcuno che evidentemente mi preservava da tutto ciò  attraverso l'educazione ricevuta, tramite le persone che mi metteva accanto. Non riuscivo a trovare una giustificazione a tutto quello che accadeva alla mia famiglia, vivevo la situazione il più delle volte con rassegnazione piuttosto che con fede, ma nonostante questo avevo fiducia nel Signore. Non gli ho mai chiuso la porta in faccia e, quando mi riusciva cercavo di vivere tutto questo con fede.
Sento che l'amore di Dio nella mia vita é concreto nel buio, non mi ha mai tolto dalla difficoltà, ma mi ha sempre messo in condizione di superare lo scalino; mi ha sempre messo dato la possibilità di condividere con qualcuno le mie difficoltà; mi ha sempre lasciato libero e sento che se ora posso dire che Dio nonostante tutto mi vuol bene, è perché Gli ho lasciato la possibilità di farlo e non Gli ho chiuso la porta in faccia.
Questo mi ha rafforzato. Mi ha dato la possibilità di riuscire anche a stare accanto a persone che soffrono come una mia amica , mia coetanea che ho visto spegnersi giorno per giorno in un reparto dell'ospedale vicino a dove lavoro. Non c'era niente che potessi fare per farla guarire, avrei potuto prendermela con Dio, ma lei aveva solo bisogno di qualcuno che le volesse bene, concretamente e questo ha voluto dire qualche volta salutarla e andarmene mentre avrei voluto stare lì con lei.
L'amore di Dio ha i suoi tempi, che non coincidono proprio con i nostri:
Dopo 13 anni di malattia di mio padre e numerosi tentativi di cura si era riusciti a trovare un equilibrio che non era ancora l'ideale ma che dava una certa stabilità. Proprio in quel momento il medico che lo seguiva ha ottenuto l'incarico di primario passando quindi ad altri compiti per cui non poteva più seguire mio padre. Il cambio di medico ci sembrava una tragedia perché spesso in queste situazioni il nuovo arrivato vuole rivedere quello che è stato fatto dal collega precedente.
Così, infatti è accaduto ma, anziché un disastro come temevamo, questo cambiamento si è rivelato provvidenziale in quanto la nuova cura ha portato un decisivo miglioramento. 
Anche in questo caso la Fiducia nella provvidenza ha permesso al Signore di operare per il meglio.

R.

 
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