i Giovani con i Padri Somaschi     

 

Testimonianze

   

Cosa Farebbe Girolamo Oggi?

Incontrare Dio nel quotidiano

   
   
   
 


Vi racconto, con qualche esperienza, che cosa abbia voluto dire per me incontrare Dio e cercare di fare la sua volontà nel quotidiano.
Ho scoperto che il Vangelo si può davvero vivere e che la volontà di Dio si concretizza vivendo alcuni “punti” fondamentali. Eccone alcuni importanti per me.
Il primo:
Vivo la volontà di Dio se in ognuno che incontro amo Gesù. E allora ogni persona cerco di accoglierla, di ascoltarla, di amarla come farei se fosse Lui. Sono di indole timida e ho spesso la tentazione di schivare gli altri, gli estranei soprattutto. Ma vedere Gesù negli altri non mi permette di ignorarli: allora un sorriso al passante che incrocia il mio sguardo, un saluto sentito ad un vicino di casa, un grazie ben detto al negoziante, facendo l’esperienza che così il cuore si allarga e si scalda. Smetto di far finta di nulla: sono seduta sul bus e sale una donna anziana. È Gesù, e lascio il posto vuoto. Un amica mi racconta un fatto infinito che non ho la forza di ascoltare, mi sto spazientendo ma ecco il pensiero: è Gesù! E cerco la concentrazione e la pazienza necessarie.

Un altro aspetto: 
Quello che posso fare lo posso solo nell’attimo presente. Gesù dice: “A ogni giorno basta la sua pena”. Non esiste altro che l’attimo presente, non c’è passato, non c’è futuro. Una sera stavo tornando a casa con una fretta incredibile. Parcheggio sotto casa: avevo qualcosa come cinque buste per mano, dieci minuti di tempo per mangiare, cambiarmi e uscire di nuovo. Mi stava salendo un’ansia incredibile, ma in quel momento il pensiero dell’attimo presente da vivere con pienezza mi ha rovesciato dentro una tale pace che ho posato le buste, ho chiuso bene la serratura dell’auto, ho proseguito con tutta serenità e ho fatto le mie cose in tempo.

Quante volte riesco a vivere così? Non è sempre facile vedere la luce in certe giornate in cui tutto sembra impossibile…
Ma ecco un’altra scoperta:
Nel fallimento, nel dolore c’è Gesù.
Anche lui ha sofferto, sulla croce, ha persino sentito che il padre lo abbandonava… e Lui era Dio!
E allora non mi sento sola, mai. Anche quando non mi sento adeguata, anche quando continuo a sbagliare, anche quando sono abbattuta, se riconosco la Sua presenza, vedendomi simile a Lui sulla croce mi sento in grado di accettare il dolore e quanto la sua volontà permette. 
Io lavoro in teatro e la scorsa settimana avevo uno spettacolo ogni sera . Siccome fare l’attrice non mi rende certo ricca, avevo accettato di fare un lavoretto per tre giorni. Di giorno otto ore ad attaccare francobolli e imbustare in ufficio, di sera lo spettacolo. Al secondo giorno, ero a pezzi. Sono arrivata a casa alle sei e avevo, tanto per cambiare, solo mezz’ora per riprendermi, prepararmi per lo spettacolo e andare a teatro. La stanchezza era tale e la fretta e la preoccupazione che non avrei retto tutto lo spettacolo con quello stato d’animo che ho cominciato a sbattere oggetti per tutta la casa per sfogare il nervoso (grazie al Cielo abito sola!!)… ma ad un certo punto il pensiero: “Questo dolore sei tu, Gesù!”.. e ho cominciato a ridere e a piangere insieme perché pensavo: “Stasera ho il privilegio di fare lo spettacolo con Lui!” E ho recuperato un po’ di serenità.

Quando riesco a vivere così, sono più pronta ad accorgermi dei segni dell’amore di Dio in quel che mi accade. A volte capitano piccoli episodi nei quali non posso non riconoscere la Sua mano…
Avevo un provino e dovevo preparare una canzone. Ne recupero il testo, la base, ma non ne avevo l’originale per studiarla. Conoscevo la melodia ma, su una strofa, avevo alcune incertezze. Il tempo però era poco e non potevo cercarla, per cui mi ero rassegnata ad improvvisarla. Una mattina accendo la radio e tra tutte le stazioni che posso scegliere, di tutte le canzoni che possono esserci, che cosa trasmettono?? Proprio la mia canzone! Corro a prendere una cassetta e attacco il registratore. A fine canzone, però, mi accorgo che la cassetta si è inceppata. Riavvolgo il nastro, ascolto il brano e mi accorgo che l’unico pezzo rimasto inciso è esattamente la strofa che mi serve.

F. L.