i Giovani con i Padri Somaschi     

 

Testimonianze

   

Cosa Farebbe Girolamo Oggi?

Una telefonata...

   
   
   
 

Comunità di Elmas
Essere pronti, quando si lavora per la carità e per le sue opere è un atteggiamento obbligatorio. Quella sera, mi chiamò Francesca, dicendomi che avevano ricoverato per peritonite acuta, il figlio più grande, (10 anni) di una famiglia che seguiamo nel comune di Elmas. La mamma era perciò impegnata mattina e sera a fianco del piccolo, non potendo seguire gli altri due (5 e 9 anni) che rimanevano a casa da soli. Andai a fare visita alla famiglia. Come al solito furono splendidamente squisiti: nella loro semplicità hanno la capacità con un colpo d’occhio di dimostrare ciò che è utile da ciò che è superfluo. Mi resi subito conto che bisognava fare qualcosa, non potevamo far finta di nulla. Così tornai a casa, e ne parlai con Michele, anche lui era di quell’idea, fare qualcosa... ma noi... io immerso nello studio con esami alle porte, e lui in partenza per Roma. Ci pregammo sopra, chiedendo a Girolamo la grazia e l’aiuto per servire bene in questa occasione. La sera stressa mi venne in mente che una persona che non si sarebbe tirata indietro per questo servizio... Manuela!!! La chiamai subito e lei accolse la notizia con gioia! 
Il lunedì pomeriggio alle 17.00 ero davanti alla porta del containers dove abitano i bambini, un po’ timidi, entrarono in macchina, li portai in comunità, dove passarono il pomeriggio a giocare e disegnare. Li portammo anche al capannone degli abiti, spiegando loro che era un grande negozio e noi potevamo comprare qualche abito, a loro parve quasi un gioco. Cenarono con noi, e alle 21.00 li riportai a casa. Stupendo fu vedere l’abbraccio col padre che li aspettava fuori dalla porta, i bimbi gli si gettarono al collo e ridendo e strattonandolo gli raccontavano cosa avevano fatto. 
L’indomani decidemmo, visto il bel sole, di andare al parco a giocare. Fu per loro un’ occasione di capriole nei prati e corse tra gli alberi, li portammo anche a mangiare al Mac Donald’s patatine e gelato per tutti!!! Doveva essere l’ultimo giorno, ma la peritonite di Michael, portò delle piccole conseguenze, perciò fu tenuto sotto osservazione per due giorni in più. Il terzo giorno lo passarono a giocare in casa. Il quarto giorno Manuela, non poteva venire, causa studio. Così feci un giro di telefonate che all’inizio non diedero ottimo risultato, Poi invece, Paola si rese disponibile. In questi 4 giorni osservammo quanto anche i ragazzi di casa S. Girolamo si resero accoglienti e amici per i nostri piccoli. Erano veramente ospiti di tutta la comunità, infatti anche i padri, furono contenti di averli con loro per altri due giorni. Durante tutta la loro permanenza, spiegammo ai bimbi che una volta tornato il fratellino, sarebbero dovuti rimanere a casa con lui a fargli compagnia, e di ciò , ne rimasero felicissimi! Il giorno della dimissione di Michael chiamò la mamma per ringraziare del nostro aiuto, commossa ci tenne a ringraziare tutte le persone che avevano collaborato, perché così facendo avevano dato l’occasione al padre di andare a lavorare permettendo il pagamento delle spese mediche. Questa è una delle storie che viviamo qui, ma nella sua semplicità vuole testimoniare la forza dell’opera che sta nell’unione della Comunità, nella grande voglia di accogliere e amare senza riserve, nella gioia di sentirsi uniti in Cristo.

MASSIMO ;-)

Quando anche piccole occasioni diventano stimolo a non chiudersi nel proprio piccolo mondo