i Giovani con i Padri Somaschi     

 

Fonti Somasche

   
    Dai processi di canonizzazione
S. Girolamo nel racconto di p. Evangelista Dorati  che raccoglie la testimonianza Stefano Bertazzoli, teste oculare. 
 
 

"Baciando loro il capo affettuosamente"
Inizio dell'attività caritativa

Messer Girolamo Miani era in grandissima reputazione presso i veneziani, che lo chiamavano: la savia tesa del Miani. Si mise sotto la direzione del Vescovo di Chieti, che divenne poi Papa Paolo IV. Egli, pieno di carità, raccoglieva insieme i poveri orfanelli di Venezia e, raccolti in una casa, ne aveva cura diligentissima, credendo fermamente di fare un grande guadagno, se, liberando quei meschini dalle cattive compagnie e da molti pericoli dell'anima e del corpo, con ogni impegno li avesse allevati nel timor di Dio.
Rinunciò agli onori e dignità della sua Repubblica e desideroso di mantenere gli orfani che aveva raccolti, sapendo che era scritto: "chi non lavora non mangi", per sostentare più facilmente gli orfanelli, vestitosi poveramente, col batter lana, quotidianamente li sosteneva e molti gentiluomini veneziani accorrevano a vedere quello spettacolo e ne rimanevano meravigliati.
Non potendo supplire a tutti quei bisogni con le proprie facoltà e fatiche, fu costretto a mandare gli orfani alla questua e si pensa che probabilmente anche egli andava a mendicare.
Nel distribuire il pane, sempre dava quello migliore agli orfani e il peggiore lo teneva per sé.
Con le proprie mani, con amore, carità e prontezza grandissima mendicava e lavava i rognosi e tignosi, baciando loro il capo affettuosamente e chi lo vedeva si stupiva e tutta Venezia ne rimaneva edificata.

 

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