i Giovani con i Padri Somaschi     

 

Fonti Somasche

   
     Dai processi di canonizzazione

L'8 gennaio 1613 furono interrogati a Treviso alcuni testimoni circa la liberazione ottenuta dal Miani per grazia della madonna. Il primo teste fu Rodolfo de Rodolfi, priore del monastero di S. Maria maggiore che presentò la documentazione conservata nel Santuario: il IV libro dei miracoli e la tavoletta votiva (oggi andata perduta).

 
 

Essendo tutto afflitto e mesto...
Dalla raccolta delle grazie ottenute dalla madonna Grande di Treviso


Ritrovandosi messer Girolamo Miani, gentiluomo veneziano, provveditore a Castelnuovo del Friuli con 300 fanti, fu circondato da un grande esercito della maestà imperiale. Non volendosi arrendere, dopo molte battaglie, fu preso il castello, tagliati a pezzi tutti gli uomini, il provveditore fu posto in ceppi nel fondo di un carcere, a pane ed acqua.
Essendo tutto afflitto e mesto per la cattiva compagnia e per i tormenti avendo sentito nominare questa Madonna di Treviso, con umil cuore a Lei si raccomanda, promettendo di visitare questo suo luogo miracoloso, venendo scalzo, in camicia e di fare dire messe.
Statim gli apparve una donna vestita di bianco, avendo in mano le chiavi e gli disse: "prendi queste chiavi, apri i ceppi e la torre e fuggì via".
Dovendo però passare in mezzo ai suoi nemici e non conoscendo la via di Treviso, di nuovo si raccomandò alla Madonna e la pregò che lo aiutasse ad uscire vivo dall'esercito e che gli insegnasse la via per arrivare qui. E subito la Madonna lo prese per mano e lo guidò in mezzo ai nemici e nessuno disse niente e lo condusse alla via di Treviso e appena poté veder le mura della città disparve.
Egli stesso raccontò questo miracolo. E per essere stato fedele alla sua patria Venezia. ed aver combattuto virilmente ed essere
stato preso per forze superiori, fu confermato provveditore per trent'anni di quel castello, ricuperato poi dalla signoria veneta.

 

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