i Giovani con i Padri Somaschi     

 

Noi due

a cura di Dorina e Nicolino

 

“Lo depose in una mangiatoia perché non c’era posto per loro”
…a proposito di infanzia negata

 
 
 

Maria e Giuseppe una coppia che va nella  città d’origine rispettando la legge, non contrapponendosi ad essa o criticandola solamente.

E noi  nella nostra città  ci incarniamo?… Oppure è solo un luogo, un mezzo che ci fornisce la casa, il lavoro, gli affetti, ma quello che accade intorno a noi rimane esterno alla nostra coppia oppure alla nostra famiglia perché non riguarda i nostri figli?

E se camminando incontrassimo una famiglia che ci chiedesse una stanza, un letto, o magari solo di parlare quale sarebbe la nostra reazione? Provate a leggere tra di voi il commento sul sito alla giornata somasca del 28 Dicembre!

Gesù è nato da straniero e anche da rifiutato.

Il presepe che tanto ci fa commuovere per le casette, il prato, le pecorelle esiste così come è perché c’è stato un rifiuto.

In quella nascita c’è già la croce… il dopo della vita. La nostra vita è tutta lì tra quella mangiatoia povera e incerta ma presente e un campo di pastori anch’essi poveri con vita incerta difficile ma destinatari della rivelazione e pronti sia a dare gloria che ad annunziare agli altri la loro esperienza di fede.

Per il nostro modo di “pensare” Dio, la nascita del Suo unico Figlio con queste modalità può sembrare oscura e solitaria ma Girolamo direbbe che “solo Dio sa il modo e dove”.