i Giovani con i Padri Somaschi     

 

La Parola

Il Vangelo domenicale

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 Domenica delle Palme C (2001) 

                    La croce di Gesù (Lc 22,26)
 

     
   

« Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirène che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù. »

 

     Sicuramente ha grande valore scegliere di soffrire per Gesù, caricarci la croce del sacrificio volontario per amore suo, soprattutto quella croce collegata alla carità verso i fratelli, alle opere di misericordia… “Chi vuol venire dietro di me prenda la sua croce…”. Ho sentito di grandi santi che sapevano dare prova di amore a Dio sopportando indicibili penitenze, a volte anche eccentriche, espressioni di uno slancio d’amore unico.

Simone di Cirene è l’uomo caricato della croce suo malgrado. Non era un volontario e forse ha anche protestato per quel bizzarro scherzo del destino. Ditemi: la croce che ci arriva malgrado noi è meno preziosa di quella scelta volontariamente? Non è forse sempre e comunque croce di Gesù? 

Non occorre essere grandi penitenti volontari: forse è sufficiente accettare di portare con amore quella croce che noi non avremmo neanche scelto e che altri ci mettono addosso. La croce di un incarico ingrato, di una aspettativa difficile da soddisfare, di un caratteraccio da sopportare, di un incidente dovuto all’imprudenza altrui… Avremmo desiderato dar prova di amare Dio con ben altre croci… L’importante è portarla dietro a Gesù, senza lamentarci o rattristarci. Dovere di ogni cristiano e tanto caro a noi che ne abbiamo fatto lo stemma della nostra famiglia.

 

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