i Giovani con i Padri Somaschi     

 

La Parola

Il Vangelo domenicale

  commentato in 150 parole

   
  

 

 26 Settembre 2004 - XXVI Tempo Ordinario

        «c'era un uomo ricco» (Lc 16,19)
 

     
   

Questa parabola di Gesù mi spaventa e mi mette inquietudine non tanto per quello che dice del ricco epulone ma soprattutto per quello che non dice. Infatti non dice che quest'uomo era ricco perché aveva truffato, oppure perché aveva rubato o ucciso. Dice solo che era un uomo ricco. E' lecito immaginare che quest'uomo abbia anche faticato e sofferto per raggiungere la sua posizione economica e che ora lecitamente si goda il frutto delle sue fatiche. Eppure muore e sta "nell’inferno tra i tormenti". Perché? Che ha fatto di male? E' proprio questo che mi inquieta: non ha fatto nulla, semplicemente non ha fatto nulla! E' tutta qui la sua condanna: l'inazione e l'indifferenza. Mi tornano alla mente le parole di Gesù nel Giudizio universale:"Avevo fame e non mi avete dato da mangiare..."

La ricchezza rischia di uccidere l'attenzione a quanto ci circonda e farci ripiegare su noi stessi. Ma anche le legittime pretese sul godimento della propria vita diventano ingiustizia quando altri non possono goderle e noi ce ne stiamo beatamente a guardare. Perché proprio chi non può goderle è Gesù!

 RF

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