i Giovani con i Padri Somaschi     

 

La Parola

Il Vangelo domenicale

  commentato in 150 parole

   
  

 

 25 aprile 2004 - III di Pasqua,

                                  «Mi vuoi bene»  (Gv 21,1-19)
 

     
   

L'evangelista Giovanni ci racconta oggi la terza apparizione di Gesù risorto (Gv 21, 1-19); qui per tre volte il Signore chiede a Pietro se gli vuol bene; ed ogni volta, dopo che Pietro gli risponde di sì, gli affida la missione di pascere le sue pecorelle, di essere la guida dei cristiani.

Dunque il requisito per un incarico così importante è uno solo: si tratta di voler bene a Gesù. Per ben sette volte in poche righe ritorna questa espressione, nel dialogo tra Gesù e Pietro: voler bene a Gesù.

Ma il testo greco, le parole cioè che l'evangelista ha proprio scritto, ci riserva una sorpresa: non sempre infatti il 'voler bene' è espresso allo stesso modo. Gesù le prime due volte usa una parola che si rifà all'agape, l'amore più alto e più bello; invece nella terza domanda di Gesù, e sempre nelle risposte di Pietro, c'è una parola che rimanda alla 'filia', all'amore di amicizia, alto e bello sì, ma meno dell'agape.

È come se Gesù si accontentasse, abbassasse il tiro: se come Pietro riconosciamo di essere ancora incapaci di 'agape', il Signore risorto si china su di noi, ci prende al punto in cui siamo, e ci dice, come a Pietro: "Seguimi".

GG.

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