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La Parola

Il Vangelo domenicale

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 29 febbraio 2004 - I Quaresima

      «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane» (Lc 4,3)
 

     
   

“Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane”. Cosa dice di male il diavolo a Gesù? Se ci facciamo attenzione gli propone qualcosa di assolutamente legittimo: ha fame, è alla fine del suo periodo di digiuno e preparazione (i quaranta giorni conclusi simbolo dei 40 anni nel deserto di Israele prima di entrare nella terra promessa), è figlio di Dio è può farlo (moltiplicherà poi i pani per cinquemila uomini). Cos'è che non quadra allora?

In fondo è semplice: tutte le proposte del diavolo, che pure potevano essere nella sua possibilità e nel suo diritto, mettevano Gesù al centro del suo "universo" e il resto era "usato" per sé.

La tentazione non sta tanto nelle cose buone o nelle cose cattive ma nel fatto che, buone e cattive, le "uso" per me, per il mio egoismo, per salvare me stesso e non per amare o, come dice Gesù, per servire ("Non sono venuto per essere servito ma per servire"). Infatti il brano delle tentazioni nel Vangelo di Luca si conclude con dicendo che "il diavolo si allontanò da Lui per tornare nel tempo fissato". E sarà poi sulla croce dove, non più dal demonio ma dalla folla, dai farisei da uno dei ladroni, sentirà nuovamente la triplice tentazione: "se tu sei il Figlio di Dio salva te stesso, scendi dalla croce e noi ti crederemo". Ma anche lì Gesù non cede, non "salva sé stesso" ma noi e per amore rimane sulla croce.

 RF

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