i Giovani con i Padri Somaschi     

 

La Parola

Il Vangelo domenicale

  commentato in 150 parole

   
  

 

 28 marzo 2004 - V Quaresima

                                  «Neanch'io ti condanno»  (Gv 8,11)
 

     
   

         Il dialogo finale tra Gesù e la donna resta uno dei momenti più toccanti del Nuovo Testamento. Poche parole essenziali che lasciano trasparire tra le righe vertici e abissi. Lo stupore tremante della donna che si vedeva ormai giustiziata, il silenzio dopo il fragore della folla inferocita, la domanda di Gesù, quasi a rompere il ghiaccio, a comunicare calore e sicurezza. Scopriamo in Gesù la misericordia allo stato puro che non accusa, che “scandalosamente” assolve senza nemmeno chiedere pentimento perché sa che proprio dalla gratuità del perdono può rinascere una vita nuova.

         Non è facile capire, anzi ammettere, la radicalità dell’amore di Dio per noi, non è vero che dobbiamo meritarlo, che è proporzionato alla nostra virtù, che esistono peccati capaci di oscurarlo. Finché viviamo ci aspetterà, non smetterà di credere in noi, sarà felice di dichiararsi e ripeterci: Neanch’io ti condanno.

 MM

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